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Il profumo che resiste: la rinascita silenziosa delle donne di Betania

Posted on Luglio 10, 2025 by Franca Biassonni

A Betania, villaggio della Cisgiordania segnato dall’isolamento e dalla crisi, un piccolo laboratorio artigianale accende ogni giorno una luce: trentamila, per la precisione. Sono le candele e i profumatori creati dalle donne palestinesi che, sostenute da Pro Terra Sancta, hanno deciso di trasformare dolore e attesa in lavoro e comunità.

Nel tempo sospeso tra Gerusalemme e Betania, dove un muro divide e un checkpoint rallenta, queste donne resistono. Non è assistenza, è dignità. Non è solo un progetto, è un atto di fiducia verso il futuro.

Il laboratorio “Noi, preziose come il nardo” prende il nome da un profumo citato nei Vangeli, simbolo di bellezza e valore. In questo spazio, le mani che impastano cera e lavanda ritrovano voce, relazione, riscatto.

Saida, madre di tre figli, racconta: “Quando lavoro, dimentico i miei problemi. Torno a casa e mostro ai miei bambini ciò che ho creato. Sento di valere qualcosa.” Maisa, laureata in amministrazione sanitaria, aggiunge: “Cercavo uno stipendio. Ho trovato molto di più. Ho trovato una rete, la possibilità di parlare, sorridere, uscire da casa. Ho trovato un noi.”

A coordinare il laboratorio c’è Alessia Hamdan, 26 anni, cresciuta a Torino e figlia di un architetto palestinese ideatore del progetto. Tornata con la famiglia a Gerusalemme, dopo la scomparsa del padre, ha scelto di continuare il suo lavoro. “Mio padre diceva: ‘Non si dà solo un salario, si dà dignità.’ Ora vedo quel principio prendere forma. Tra me e queste donne è nato qualcosa di profondo, qualcosa che cura anche me.”

C’è anche Alina, arrivata dall’Ucraina, che ha perso un figlio in guerra. “Questo laboratorio mi ha salvata. Qui creo, parlo, mi sento viva. È il mio rifugio.”

Il progetto coinvolge anche donne beduine che coltivano zatar e lavanda per produrre oli essenziali. L’obiettivo? Espandere la filiera, creare nuove opportunità di formazione e reddito, rendere questa microeconomia dell’essenziale un modello replicabile.

Non è carità. È costruzione paziente e quotidiana in un contesto fragile, ma vitale. Dove la parola “futuro” è spesso un lusso, le donne di Betania lo costruiscono ogni giorno con le proprie mani.

Ogni candela è una storia che profuma di forza, resilienza e scelta. Ogni gesto, ogni profumo è una memoria che resiste.

Per saperne di più: www.proterrasancta.org

 

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